CELEBRAZIONE DELLA MADONNA DI PIETRAQUARIA

CELEBRAZIONE DELLA MADONNA DI PETRAQUARIA

 

Anche quest’anno in vista della celebrazione del 27 aprile, ricorrenza della Madonna di Pietraquaria, i componenti l'organismo del comitato di quartiere San Francesco, hanno allestito il caratteristico "focaraccio” per i tradizionali festeggiamenti che coinvolgono solitamente tante persone. 

                                                  

                                   IL Focaraccio

                                                

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La tradizione vuole che i focaracci allestiti dai quartieri periferici della città, siano arsi alla vigilia della ricorrenza, all’imbrunire del 26 aprile. L'intenzione è quella di fare in modo che i quartieri non siano solo illuminati dai falò, ma che si riempiano di gente in omaggio alla madonna.

Nell’area antistante il focaraccio, è stato allestito un punto di ristoro dal gruppo Caritas del quartiere San Francesco, in collaborazione con il comitato. Oltre ad arricchire lo scenario della festa, lo scopo di tale allestimento è stato finalizzato ad una raccolta di beneficenza Pro Caritas.
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Contemporaneamente  all'accensione dei focaracci  è stata realizzata la tradizionale fiaccolata  con appositi lumi posti sul sentiero della Via Crucis, che dalla periferia di Avezzano, si estende dai piedi del monte Salviano, fino al santuario della Madonna di Pietraquaria, a 1000m s.l.m. 
I festeggiamenti hanno avuto seguito durante tutto il giorno seguente, con la processione religiosa, la festa cittadina nella centrale piazza Risorgimento, ed i tradizionali fuochi pirotecnici.    
  
 
     
           
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I SECOLI NELLA STORIA 
Sul monte Salviano da circa l’ anno Mille, dove si levò una vedetta romana tra il Fucino e i piani Palentini, sorse il medioevale borgo di Pietraquaria. I fedeli accorrono come a luogo carismatico per pregare e chiedere aiuto spirituale alla Madonna, Maria SS. di Pietraquaria Madre di Gesù, Verbo Incarnato e Salvatore del mondo e Madre nostra spirituale ai piedi della Croce. 
   
 
 

L'IMMAGINE SACRA DI MARIA SS. DI PIETRAQUARIA

Di autore di epoca ignota, su legno, di stile bizantino, in piedi, quasi in cammino, presenta Gesù Bambino e pare che dica: "Lo accetti tu?". E la Via, la Verità, la Vita. Il borgo medioevale sui mille metri, chiamato Pietraquaria (perché vi si scavavano pozzi nella pietra per rac­cogliere acqua), onorava la madonna nella Chiesetta di S. Maria e nel 1188 fornì cinque soldati al re nor­manno Guglielmo il Buono (come attesta un documen­to del barone di Albe). Dopo le vicende belliche tra Carlo D'Angiò e Corradi­no di Svevia ai Piani Palentini (1268), il Borgo scom­parve, ma rimase la Chiesetta di S. Maria e il culto della Madonna. Dopo il 1.600 vari documenti affermano il culto po­polare con grazie e miracoli. Da quest'epoca nasce la leggenda del pastorello sordo muto che pascolava il gregge sul Salviano. Gli appar­ve la Madonna vestita di sole e gli ordinò: « Vai ad Avezzano e dì al parroco che restauri la mia chiesetta». Il fanciullo andò e miracolosamente parlò e udì. Il 27 aprile del 1779 al popolo raccolto in fervente pre­ghiera per una calamitosa lunga siccità, la Madonna concesse miracolosa improvvisa e abbondante pioggia. L'evento è rimasto memoriale perenne nella festa del 27 aprile, ricca di caratteristico folklore: devozione e preghiere, canti e processioni nella notte con “focaracci”, fuochi pirotecnici, banda, in onore di Maria SS. di Pietraquaria pa­trona di Avezzano e della Marsica. 
 
 
CENTO ANNI
Il Popolo di Avezzano e della Marsica con fede e amore filiale e profetico onora Maria SS. di Pietraquaria a sua patrona e protettrice celeste e ricorda che, nel 1878 i Cappuccini presero cura diretta del Santua­rio e tutt'ora zelano il culto con attento umile servizio.Il 27 settembre 1891 fu proclamata l' erezione canonica della Confraterni­ta di Maria SS. di Pietraquaria che, fedele alla tradi­zione e vigilante al segno dei tempi, sta ad amorosa guida della devozione Mariana. Il 24 marzo 1985 il Santuario è stato visitato dal Santo Padre Giovanni Paolo II.