Festa dell'incontro 2009 PDF Stampa E-mail

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 SABATO 20 GIUGNO 2009

 

 Si è svolta presso il campo di calcio deiFrati minori Cappuccini in Via Lago di Scanno ad Avezzano

la

 

2^ FESTA

 

DELL'INCONTRO 

       

 

 

 

 Con la partecipazione dei

 

 

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La manifestazione è stata caratterizzata dall’esibizione equestre dei BUTTERI DELLA MONTAGNA con i loro magnifici cavalli, a completamento della serata una gustoso punto di ristoro con degustazione di porchetta, arrosticini e birra.

 

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I Butteri e la Monta Maremmana

 

Il buttero è il pastore a cavallo tipico della Maremma, della Campagna Romana e dell’ Agro Pontino. Il nome deriva dal greco boútoros (chi pungola i buoi). Cavalca abitualmente il cavallo tipico della Maremma, un Maremmano. Le selle caratteristiche sono la bardella, soprattutto nel Lazio, la scafarda, in Toscana, e la "sella col pallino".

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L'abbigliamento tipico del buttero è costituito da calzoni di fustagno, cosciali, giacca di velluto, cappello nero. Si protegge dalla pioggia con un mantello di grandi dimensioni, detto pastrano. In mano tiene la gazzella, un bastone impiegato per stimolare buoi e cavalli.

 

 

La Monta Maremmana tipica monta tradizionale Italiana originaria della maremma Tosco-Laziale, ripropone le tradizioni del lavoro dei butteri, così come i giochi che venivano organizzati in occasione delle feste.

Con l’avanzare dell’epoca moderna, si è rischiato che le tradizioni equestri dei butteri finissero per  scomparire o al massimo diventare solo un’attrazione folkloristica, solo pochi butteri ormai lavorano nel settore a tempo pieno.

Grazie ad un crescente, numero di appassionati, lo stile di monta da lavoro maremmana ha saputo trasformarsi in una monta ideale per l’equitazione di campagna, il turismo equestre e per le competizioni sportive.

Attraverso le competizioni sportive di monta da lavoro le antiche tradizioni equestri dei butteri stanno conoscendo una grande crescita tecnica. La disciplina sportiva della Monta da Lavoro praticata dai butteri attuali è composta da una serie di prove tutte da sostenere con lo stesso cavallo:

 

Addestramento: una prova assimilabile al dressage della monta sportiva.

 

Attitudine: una gara di gimcana non a tempo nella quale rileva la precisione nell’esecuzione.

 

Gimcana Veloce: una gara di gimcana a tempo.

 

Sbrancamento vitelli: è una prova nella quale bisogna separare un capo di bestiame dalla mandria nel minor tempo possibile.

 

L’insieme dei punteggi raggiunti con queste prove eleggono il vincitore della competizione. 

 

 

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Il Maniscalco e il Fabbro

Il maniscalco è l'artigiano che esercita l'arte della mascalcia, ossia del pareggio e ferratura del cavallo.

Storicamente, l'arte del maniscalco si sovrapponeva in parte a quella del fabbro; i ferri venivano infatti forgiati al momento, e su misura, secondo le necessità dei cavalli.

E’ richiesta una certa competenza nella lavorazione del ferro per i necessari adattamenti che vengono attuati a freddo o a caldo con i tradizionali attrezzi del fabbro (fucina, incudine, mazza).

L'atto dell'adattamento e dell'applicazione del ferro non esaurisce il compito del maniscalco; infatti, un'importante fase della ferratura è il pareggio, che consiste nell'asportazione dell'eccessiva crescita delle varie parti dello zoccolo rivolte verso il suolo (muraglia, fettone, suola, barre).

Il maniscalco collabora strettamente, nel suo lavoro, con il proprietario (che gli fornisce tutte le informazioni sull'uso abituale del cavallo, su eventuali esigenze particolari, su eventuali problemi dell'andatura) e con il veterinario (con il quale concorda gli accorgimenti opportuni in caso di patologie della zampa o delle articolazioni degli arti).

È inoltre presente nel corso di ogni manifestazione sportiva equestre, insieme al veterinario e al personale di assistenza medica di primo soccorso.

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Il ferro di cavallo è un oggetto, generalmente a forma di U, fatto di ferro, gomma, plastica, cuoio o un laminato di queste sostanze, inchiodato o incollato allo zoccolo di un cavallo o di alcuni altri animali domestici, come i muli.

Sono disponibili in una larga varietà di materiali e di forme, sviluppate per i diversi tipi di cavallo e per i lavoro che devono svolgere. Materiali comuni sono il ferro, l'alluminio, e la plastica, e alcuni ferri specializzati sono fatti di magnesio, titanio o rame. I primi ferri di cavallo erano sempre dotati di ramponi, parti sporgenti in basso all'estremità posteriore, per fornire una maggiore presa sul terreno; i ramponi sono ancora utilizzati in alcune in attività sportive equestri.

Un tempo, i ferri di cavallo venivano forgiati direttamente dal maniscalco, la cui attività sfumava, e in genere si sovrapponeva, con quella del fabbro. Attualmente, il maniscalco molto raramente prepara personalmente il ferro, disponibile in commercio in un'ampia gamma di tipi e di misure; tuttavia il maniscalco usa anche al giorno d'oggi la forgia per le piccole modifiche necessarie al migigliore adattamento del ferro allo zoccolo.

  

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L'invenzione del ferro di cavallo viene fatta risalire al Medio Evo, e attribuita ai popoli nord-europei. Prima di allora, non vi sarebbero tracce della ferratura né nell'iconografia, né nei documenti scritti

Alcuni ritengono che la ferratura si sia diffusa come rimedio alle gravi patologie dello zoccolo, causate dal confinamento e dall'immobilità dei cavalli da guerra nelle stalle dei castelli medioevali. Inoltre, l'uso del cavallo ferrato aumentava notevolmente la sua forza d'impatto sulla fanteria nemica. In seguito, a causa della continua cementificazione dei terreni urbani la ferratura si è diffusa anche al di fuori dell'uso bellico, fino a diventare, da alcuni secoli, pressoché generalizzata.

 

 

Testi tratti da: http://it.wikipedia.org/

Sagome realizzate da:

  

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