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LA GRANDE LEGGE DELL'AMORE

L'amore lo troviamo dovunque, nei libri di storia, nei drammi sacri, nella saggezza antica, come motivo, scopo, essenza delle azioni umane, come più o meno ossessionante richiamo del pensiero. Tutta una letteratura si è imbastita su questo sentimento che ha insieme del divino e dell'umano, e che entra in ogni avvenimento, in ogni azione riferibile spiritualmente e materialmente all'uomo. Della filosofia dell'amore se ne sono occupati tanti. Nel "Convito" di Platone fa la sua apparizione "Eros" che è solamente un mezzo per raggiungere l'Essere; una specie di intermediario e, come egli dice, un "demone" che assicura la salita verso l'intelligibile. In Aristotele, troviamo la " Philia", ma, è soltanto amicizia sociale. Soltanto il Cristianesimo, attraverso la parola e l'esempio del suo fondatore, ha rivelato l'Amore; l'Amore che è Dio, l'Amore che è il fratello, l'Amore che è la legge, tutto nel Cristianesimo nasce dall'Amore di un Dio che crea, che redime e santifica; tutto tende e si estrinseca nell'amore verso il prossimo. Per un vizio che non è solo di linguaggio, la "Carità" è passata troppe volte a definire atti specifici che possono non aver nulla di comune con la Carità. Questa virtù scaturita dal cuore di Cristo, espressa con la parola "agape" nella prima letteratura greco-cristiana, ha trovato nella parola latina "caritas" la più completa e più efficace espressione; forse perché in essa una radice ellenica (charis = grazia) si incontrava con un vocabolo classico,"caritas" che Cicerone aveva già usato per definire il sentimento e la virtù della simpatia verso i parenti, gli amici, la patria. Il sentimento naturale della filantropia è affermato dal Vangelo su di un piano superiore, soprannaturale. Essa diventa il mandato nuovo ed essenziale del suo messaggio; la rivelazione suprema della vita intima di Dio; il vincolo supremo dei suoi seguaci; la base delle loro relazioni con Dio e con le altre creature. Chi ama Dio, è il solo seguace di Cristo, e chi ama i fratelli, è il solo e vero amante di Dio. Tutto spiega l'amore, tutto acquista valore dall'amore; tutto è nulla senza l'amore, anche la fede, la povertà il martirio, la verginità.E per questo la Chiesa cattolica si manifesta fin dal primo giorno come carità organizzata; e dalla Chiesa, dall'altare, dal sacrificio della Messa, si irradiano tutte le forme dell'assistenza fraterna: per le vedove, gli orfani, per i malati, i poveri, i forestieri. E' commovente leggere i documenti del primo e secondo secolo, come le storie contemporanee del Cottolengo, di Don Guanella, di Don Calabria, di Don Orione, di Madre Teresa di Calcutta ecc. La chiesa ha mantenuto fede al mandato del suo fondatore. Nel 2007 presso i locali del convento di S.Francesco d'Assisi di Avezzano per iniziativa di Padre Giacomo, superiore del convento, si è costituita la “CARITAS  San Francesco”, composta di 15 elementi, con lo scopo di assistere settimanalmente i fratelli bisognosi residenti nella zona e anchenella città. Per andare incontro ai bisogni degli assistiti ci si serve del banco alimentare, della generosità di privati, nonché delle iniziative promosse dalla stessa Caritas:

pesche di beneficenza, lotterie, gite ecc...

La frequenza degli assistiti è molto elevata con una particolare connotazione di extracomunitari.